IL GRIDO SILENZIOSO DEL SUDAMERICA.

“Ho visto quando lo portavano via in un auto della polizia”

Così denuncia Brenda Rangel Ortiz dal 2009 riguardo il fratello Héctor. Di lui si sono perse le tracce e non si hanno più avute sue notizie. José Martinez Estrada era un militare colombiano catturato dalle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia e tenuto in ostaggio per 14 anni fino alla morte, è un altro fantasma del Sudamerica, uno di quelli di cui non si saprà mai tutta la verità. Poi c’è Marita Veròn, misteriosamente scomparsa nel 2002 e molto probabilmente impiegata nel giro della prostituzione o peggio nell’espianto di organi. Di Julio Lòpez non si ha più notizia dal 2006, anno in cui ha testimoniato contro un poliziotto torturatore.

Fino ad oggi si contato solo 26mile sparizioni in Messico, 61mila in Colombia e moltissime altre in Argentina. Sono queste le vene aperte dell’America Latina, come dice Eduardo Galeano, scrittore uruguaiano. I fantasmi, i figli scomparsi, l’altra faccia di un Sudamerica rigoglioso e in via di sviluppo. Crescono sempre di più i desaparecidos argentini, colombiani, messicani, cileni, uruguaiani. Il paradosso è che i numeri sembrano lievitare molto di più ora che le dittature si sono quasi estinte in quelle zone. Sono decenni che l’America Latina è la nazione senza stato, poiché nella più parte dei casi il governo non sa garantire sicurezza e il monopolio della forza pubblica.

La domanda che potrebbe sorgere è: a che pro e per quale motivo ci sono tante sparizioni? Perché rapire centinaia di donne, giovani, uomini, bambini innocenti, lasciando un nodo stretto alla gola delle madri, dei fratelli e sorelle, dei parenti? I fautori di questi crimini silenziosi sono paramilitari di estrema destra, ex membri delle forze dell’ordine, ribelli e uomini legati ai sistemi mafiosi che agiscono nell’ombra, clandestinamente. Lo scopo è quello di “reclutare” individui da utilizzare in traffici di organi, nei narcos, nella prostituzione, nel commercio di armi o anche per tappare la bocca a persone che gridano quella scomoda verità di cui nessuno vuole mai sentir parlare. Queste organizzazioni posso arrivare ad inscenare operazioni di antiguerriglia unicamente per colpire giornalisti e civili.

Le proteste ci sono, anch’esse velate ma con più forza dalla loro parte. “La voce del sequestro” è il nome di un’emissione radio creata da  Herbin Hoyos per urlare a pieni polmoni che il popolo non vuole continuare in questa maniera. Alla radio i familiari degli scomparsi leggono lettere e messaggi per i loro cari. Quella di Hoyos è l’unica voce che riesce ad alzarsi e ad oltrepassare quella barriera che c’è tra la famiglia della vittima e le foreste del Sudamerica piene di ostaggi. Credo che sia una delle cose più strazianti ascoltare i parenti che con voce flebile parlano alla radio con speranza per il figlio, fratello, marito, moglie, cugino, zia. Persino in Italia l’Ambasciata argentina si sta adoperando per aiutare i familiari dei desaparecidos.

Nessuno sa se sono morti o vivi, se sono pergamena o tremori, sopravissuti o responsi; vedono passare alberi e passeri e ignorano a che ombra appartengano.

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IDOLS FOR SALE: giovani cantanti in vendita?

Per anni i gruppi che maggiormente spopolavano erano inglesi.

Poi è arrivato il periodo d’oro della musica pop americana.                                                  

Ed oggi, con l’enorme successo del video ‘Oppa Gangam Style’ è arrivato il momento di aprire le braccia anche all’Oriente. Fino a pochi anni fa i cantanti giapponesi e coreani sortivano successo principalmente nei loro paesi d’origine,e l’ascoltare musica Kpop o Jpop in occidente era ritenuta di “nicchia”. Oggi l’interesse verso questa musica è aumentato e con esso sono aumentati i programmi televisivi che ne parlano, e gli album sono maggiormente reperibili anche in Italia.

C’è una sub-cultura tipica dei paesi Orientali, sopratutto in Giappone, chiamata IDOL CULTURE. Un Idol è essenzialmente una ragazza (ma vi sono anche molti ragazzi), di età compresa tra i 13-20 anni, la cui popolarità è data dall’aspetto esteriore più che dal talento; solitamente queste giovani ragazze lavorano in ambito musicale ma molte sono anche attrici televisive, modelle, presentatrici etc.                                

Vi è differenza tra un artista vero e proprio ed un Idol.                                                                                                                                                 Questi ultimi fanno principalmente musica pop e la loro immagine assimila a pieno l’essenza del Kawaii che oltre a singificare “carino/tenero” indica un personaggio fittizio e non, buffo e minuto, dall’aria ingenua e svampita. Per accentuare questo loro aspetto, si esibiscono indossando la tipica uniforme scolastica giapponese che è molto aprezzata dai teenager, e la loro popolarità è rasenta quasi il fanatismo, popolarità che è quasi sempre di breve durata.

Bisogna però precisare che non tutti i cantanti jpop e kpop vengono definiti Idol. Un esempio è dato dalla cantante Kyary Pamyu Pamyu, conosciutissima in Giappone e molto amata per i suoi video stravaganti ed il portamento ingenuo e fanciullesco, che però si dissocia dalla cultura Idol.

Le AKB48, invece, sono il gruppo Idol più celebre di tutto il giappone, tanto da vendere, solo nel proprio paese, ben 11 millioni di dischi. Il gruppo inoltre detiene un record mondiale per essere il gruppo più numeroso al mondo, composto da ben 64 membri divisi in tre squadre.                                                                         

Il caso recente che ha coinvolto l’Idol World interessa una delle componenti delle AKB48, Minami Minegishi, ventenne veterana del gruppo, che è stata accusata di essere uscita ad un appuntamento con un ragazzo. Il caso è apparso sui giornali e la cantante ha girato un video in cui con la testa completamente rasata (simbolo di dispiacere nella tradizione giapponese) porgeva le scuse alla famiglia e le amiche del gruppo, e sopratutto ai fans, chiedendo con le lacrime agli occhi di non essere estromessa.

C’è qualcosa di malato in tutto questo.  A quale ventenne può essere vietata la possibilità di avere una relazione per motivi di lavoro? Se una cosa del genere accadesse in un altro paese la persona potrebbe essere denunciata, ma in Giappone e Corea la faccenda è di fronte agli occhi di tutti.                                                   

Il paradosso della cultura Idol è data dal fatto che nonostante l’immagine di purezza, la loro sessualità è fortemente marcata da riviste e video musicali le si vede posare in pose provocanti e sguardi teneri. Devono dare un immagine sempre giocosa e, come si suol dire, “con la testa fra le nuvole” pur restando educate e riservate.

Nella cultura Idol uomini e donne sono dei prodotti veri e propri, vendono il loro aspetto pur non potendo permettersi di avere un ragazzo o una ragazza solo per il bene della sporca immaginazione dei fan. I quali, secondo le case discografiche, se sapessero che i loro idoli hanno una vita privata amorosa perderebbero interesse nei loro confronti.

Vi è inoltre un altro fenomeno chiamato Gravure Idol nel quale si vede una ragazza Idol posare principalmente in bikini per riviste dedicate ad un pubblico prettamente maschile. Quetse GIdol sono famose per le pose sensuali ed il grande seno, e la loro età varia dai 9 ai 30 anni. Varie Gravure Idol sono state contestate per la loro giovane età, e molti attivisti, giornalisti ed altri personaggi rilevanti giapponesi si sono mossi per arrestare questo fenomeno conformista.

Qui si tratta di un vero e proprio mercato di massa, i cui prodotti sono giovani ragazzi che vengono costretti a svolgere anche lavori dalla moralità discutibile, senza avere la possibilità di vivere con libertà la propria sfera privata. Per poi essere licenziati non appena l’ondata di popolarità scompare. Potrà pur esser vero che la cultura orientale, per quanto possa essersi occidentalizzata in parte, rimane comunque diversa per molti aspetti dalla nostra, ma quando si va a ledere l’integrità e la libertà personale dell’individuo, donna o uomo che sia, non c’è cultura o tradizione che tenga.  

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La tolleranza insegnata dagli studenti

È un qualsiasi giorno di ottobre quando Yael entra come sempre in classe. Oggi, però, non si sente bene. Ha un forte mal di testa. È a disagio. Esce dall’aula. Prova a mangiare qualcosa. Ma nulla. Il dolore resta. Eppure decide di rientrare in classe. Yael prova a seguire. Non riesce. Non è attenta alla lezione. La docente lo nota. Forse pensa sia distratta da altro. La guarda. E con una frase lapidaria la riprende: “Se tu fossi stata in un campo di concentramento, avresti ascoltato”. Yael resta di stucco. La classe anche.” Questo fatto è accaduto alcuni mesi fa, ma è stato dato in pasto alla stampa solamente giovedì 4 aprile. In una civiltà come la nostra, durante il nostro periodo storico, è di comune pensiero che queste cose non ci possano essere e certe frasi non debbano neanche essere pensate. Eppure tutto ciò si è realmente verificato. Questa frase è stata proferita da un’insegnante di matematica del liceo Caravillani di Roma. L’evento è da mettere in particolare rilievo per due principali aspetti: il primo è senz’altro negativo, è, infatti, inaccettabile il trattamento che ha dovuto subire Yael, non solo per lei quanto persona, ma per tutto ciò che rappresenta, ovvero la sua religione, la sua fede, il suo credo.

L’altro aspetto, quello positivo, da prendere in considerazione è stata la reazione dei compagni di classe, che con grande fermezza si sono schierati contro la professoressa, senza preoccuparsi delle conseguenze, perché ne valeva davvero la pena. Gli studenti hanno accusato la professoressa di essere razzista e si sono stretti tutti intorno a Yael come un unico organo che combatte contro un grande male, rappresentato dall’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia. Alcuni dei ragazzi hanno addirittura affermato che non avrebbero più seguito le sue lezioni. La cosa notevole è stato l’immediato soccorso dei compagni di classe,  che non hanno difeso la loro amica seguendo l’istinto, come un pensiero spontaneo e impulsivo, non come qualcosa da fare perché altri hanno detto che è sbagliato. Dobbiamo essere fieri di noi ragazzi e non dare nulla per scontato. A volte si può pensare che certi fatti, nel 2013 non possano più accadere, invece bisogna essere pronti a tutto e continuare a credere in ciò che vogliamo, che sia un’amicizia o un Dio. Non bisogna più stupirsi di reazioni del genere, come quella dei ragazzi, dettate dalla conoscenza della storia e dallo spirito critico condito con un po’ di umanità. A proposito di questa classe, il Presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici ha detto : “La loro capacità di non rimanere indifferenti  è la migliore medicina per combattere ogni intolleranza.” Anche se giovani, questi liceali sono da prendere come punto di riferimento, poiché hanno capito che migliorare la nostra società civile, significa mettere da parte ignoranza e omertà».

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Good As You. Make It Stop.

 

Born free, but still they hate. Bore me, no I cant change. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Tutti gli esseri umani, di qualsiasi nazione, rango sociale ed età sono liberi ed eguali, siano ed essi bianchi, neri, gialli e a strisce. Siano essi alti e magri o grassi e tozzi, con i capelli biondi o castani, con gli occhi verdi e con gli occhiali.

 

Questo dice la Dichiarazione Universale dei Diritti umani. Questo è ciò che ci è stato sbattuto in faccia come risultato di anni ed anni di lotte ed attriti sociali, di spargimenti di sangue e martirii. Lo straordinario documento cui fanno riferimento quei figurini con i soldi in tasca, stretti nei loro completi blu scuro e le cravatte a righe bordeaux. Le stesse parole pronunciate dai chierici, con le mani giunte ed il capo basso, in nome di Dio.

 

Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.”

 

De pastorali personarum homosexualium cura, 1986, Joseph Ratzinger.

 

 Perchè mai tutto quest’odio? 

Perchè l’amore dev’essere condannato?

 

Tutti gli esseri umani nascono liberi..” Perchè queste parole valgono per qualsiasi essere umano poggi i piedi in questa terra ma non appena ci si alza in piedi a favore a qualcosa di ritenuto diverso si alzano paletti, sassi ed urla di disappunto?

 

Il mio non vuole essere buonismo, ma penso che di fronte all’omosessualità non ci debbano essere approvazioni né disapprovazione: semplicemente non tocca a noi a decidere. Ci si continua ad arrovellare sul perchè ed il percome di questa scelta, che alla fine scelta non è nemmeno. Una scelta è decidere che ti piace di più la verdura della carne. Scegli quando preferisci i Nesquiq ai Coco pops per colazione, non quando ti innamori di una persona dello stesso sesso. Non penso nemmeno sia dovuto a scenari di madri alcolizzate e padri violenti, evitiamo di trattarla come una malattia, una deviazione mentale, un trauma psicologico.

 

Lo scorso 20 novembre un ragazzo quindicenne di nome Andrea, residente a Roma, si è suicidato a causa di bullismo. Il suo nome si aggiunge alla miriadi di adolescenti suicidi negli ultimi anni. Il mio non vuole essere compassione, e nemmeno una giustificazione. Ma non voglio nemmeno prender parte di coloro che hanno leso talmente la dignità di quel ragazzo da portarlo a quel gesto. La macelleria mediatica ci si è gettata sopra con foga e bava alla bocca, senza il minimo ritegno, mangiandoci a più non posso grazie alle interviste rilasciate della madre del ragazzo. Ci si è interrogati di più sul motivo per il quale il ragazzo venisse insultato cercando in tutti i modi di trovare prove che scagionassero l’idea che Andrea fosse effettivamente omosessuale.

 

Perchè se lo fosse stato il tutto sarebbe stato comprensibile? Non sarebbe stato giusto odiare e discriminare un ragazzo normale, ma se fosse stato gay, allora sì? I ragazzi sono giovani, non si rendono conto di ciò che fanno, poveriniL’odio è sempre odio, chiunque lo provochi e da qualsiasi aspetto lo si guardi. E se l’odio nasce e cresce è perchè qualcuno ci ha seminato sopra. Perciò, se i giovani trovano naturale povare odio, disprezzo verso qualcosa che è diverso da loro allora vuol dire che la società gli ha inculcato qualcosa in testa. Se i bambini lasciano in disparte o scherniscono un bambino perchè di pelle scura vuol dire che hanno visto i genitori guardare storto un senegalese seduto di fronte in autobus. Se dei ragazzi guardando con dissenso due ragazze assieme per strada vuol dire che è stato loro insegnato quell’orientamento come sbagliato.

 

Insegnamo quindi ai più piccoli di noi a tendere le braccia verso il diverso, insegnamoCI a non guardare alle minoranze come ad un qualcosa di inferiore. Facciamo in modo che episodi come quello accaduto ad Andrea non accadano più

 

 And too much blood has flown from the wrist,Of children shamed for those they chose to kiss. Who will rise to stop the blood. What God would damn a heart? (Rise Against) 

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“Le donne sono una vite su cui gira tutto”.

“Perche’ occorre parlare dei diritti delle donne come insieme di diritti particolari rispetto ai diritti umani in generale?  Quando si parla di diritti umani in generale ci si riferisce ai diritti di uomini e donne. La necessità di riferirsi in particolare ai diritti delle donne come diritti specifici discende, oltre che dal riconoscimento della loro differenza inseparabile dal riconoscimento del loro diritto all’uguaglianza, anche da altri tipi di considerazioni”

Le donne nel corso della  storia hanno combattuto strenuamente per i loro diritti, il cammino verso questo riconoscimento è stato infatti arduo e non privo di difficoltà. Per molti anni sono state considerate inferiori all’uomo e per questo non erano riconosciute certe leggi. Al giorno d’oggi la situazione è decisamente migliorata, soprattutto in Italia, che grazie alla costituzione può godere delle parità dei sessi. Il progresso è evidente anche in altri stati, in maggior misura sviluppati, mentre in paesi più arretrati, la donna non gode ancora della parità di diritti. Occorre quindi sottolineare che in certe aree del mondo, ancora oggi molte donne sono private di quello che comunemente si chiama normalità.  Per diversi motivi, quali sociali, religiosi o economici, la donne nei paesi non ancora sviluppati, come ad esempio i paesi islamici, Estremo Oriente o parte dell’America latina, sono costrette a svolgere mansioni domestiche, senza poter avere un’istruzione e sono tenute ai margini del lavoro, poche hanno la possibilità di esercitare. Tutte le ragazze sono preparate a svolgere in futuro il ruolo di mogli e madri. Spesso sono escluse dalla vita politica, è infatti raro che abbiano diritto di voto. Nei pesi sviluppati invece la donna gode di maggiori privilegi, ma in alcuni casi non eguagliano ancora l’altro sesso. In politica ad esempio, le rappresentanti ai parlamenti o ai governi sono ancora molto ridotte.”Benché tanto rimanga da fare perché il rispetto dei diritti umani  divenga realtà nell’intero pianeta, l’elaborazione attraverso trattati internazionali di standard di diritti civili politici economici sociali e culturali ha fornito e fornisce alle donne del mondo strumenti e linguaggi per rivendicare anche a livello nazionale il soddisfacimento dei propri bisogni e, innanzi tutto, il rispetto della propria dignità e libertà.”

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La Carta ONU dei diritti del bambino e dell’adolescente.

Fin’ora abbiamo parlato principalmente di diritti dell’uomo e dell’umanità, ma talvolta molti si dimenticano che anche i bambini e gli adolescenti hanno dei diritti che vanno doverosamente rispettati. Se ora provassimo a pensare alla nostra infanzia e ai nostri primi ricordi, è certo che abbozzeremo un sorriso in volto. Le immagini nella nostra mente sono piene di colori vivaci, di risate che sfumano in piccoli litigi, di camerette colme di giocattoli, di “corri a mettere in ordine la tua stanza!”, delle domeniche pomeriggio dalla nonna: non aspettava altro che riempirti le tasche di dolcetti e caramelle.

Ma quanti bambini e bambine sono stati oppressi e maltrattati? Quanti non conosco e non hanno vissuto il vero significato di un’infanzia felice? Quanti sono ancora oggi impiegati nel traffico illecito di droga o vengono sfruttati nel giro della prostituzione?

“Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza.”

La Carta Onu (20 Novembre 1989) dei diritti del bambino e dell’adolescente tutela i diritti inalienabili; inoltre stabilisce che ogni bambino ed adolescente ha il diritto di parola, pensiero ed espressione senza alcuna discriminazione di sesso, lingua, razza o religione alcuna.

È importante e necessario preservare coloro che rappresentano il Futuro.

“Un bambino è la forma più perfetta di essere umano.” (Vladimir Nabokov)

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