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LA DERIVA DEL PARTITO PERSONALE

Il modello ‘Berlusconi’ ha incarnato il modo di fare politica nella Seconda Repubblica: il leader crea il partito e gli fornisce un senso. Come hanno fatto anche in parte la Lega, l’Idv, Sel e il Terzo polo. Ma ora lo Stato, diventato di fatto presidenziale, si trova di fronte a un futuro senza leader e senza partiti

di ILVO DIAMANTI

La Seconda Repubblica è ormai alla fine. Vent’anni dopo l’avvio, arranca faticosamente. Insieme agli attori che hanno contribuito a fondarla e a plasmarla. Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, per primi. In particolare, appare logoro il modello berlusconiano, imperniato sulla personalizzazione iperbolica del partito e del governo. Enfatizzata dall’uso dei media.

La Seconda Repubblica: ruota intorno al partito di Berlusconi. “Personale” e non personalizzato. Perché, a differenza di quel che avviene nelle altre democrazie occidentali, il partito non agisce come una macchina per selezionare e sostenere il leader. Viceversa, è il leader a creare il partito. A fornirgli regole e valori. Identità e organizzazione. Un “partito personale”, riassunto nel corpo del Capo (come ha precisato Mauro Calise nella nuova edizione del suo saggio, edito da Laterza nel 2010).

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SI APRE LA CACCIA AL PIU’ UNO

50% più uno. Sta lì il segreto del quorum, in quel più uno. Il più uno può nascondersi nel vicino di pianerottolo cui non hai ricordato la data del voto, nella zia alla quale non hai spiegato che le centrali non stanno solo in Giappone ma le vogliono portare anche in Italia. O nell’amico che non hai accompagnato al seggio prima di andare al mare. Allora forza: tutti a caccia del più uno, per buttare il nucleare fuori dall’Italia.

La ricetta è semplice :

  1. presto ai seggi: vai a votare nelle prime ore di domenica 12 giugno; se i primi dati sull’affluenza sono buoni anche gli indecisi si decideranno;
  2. informazione a domicilio: se vai a cena da un amico scarica il volantino o l’adesivo e mettilo nelle cassette delle lettere del condominio
  3. mail virali: spedisci a tutta la tua rubrica e condividi coi tuoi amici un promemoria per il referendum (il volantino, un video che ti piace, una foto…)
  4. taxi referendario: quando vai al seggio passa a prendere un amico, accompagna qualcuno che non ha la macchina o ha problemi ad andare a votare;
  5. fantasia: telefonate, sms, cene referendarie, manifesti, fai tu. E fai girare questo messaggio.

Grazie per tutto ciò che riuscirai a fare!


Segreteria Organizzativa
Comitato VOTA SI per fermare il nucleare

INFILTRAZIONI MAFIOSE IN VENETO – 3

«La Lega finge di non vedere le infiltrazioni mafiose in Veneto»

Il rischio è di «fare come lo struzzo, mettendo la testa sotto terra per non accorgersi del problema». Oppure, fuor di metafora, di fare la «fine della Lombardia, dove non c’è solo l’infiltrazione della mafia ma una vera e propria colonizzazione, come dicono i giudici dell’antimafia». I dati sono preoccupanti, e allora l’onorevole Alessandro Naccarato e il segretario cittadino e consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante lanciano il loro grido d’allarme: mafia,’ndrangheta e camorra hanno bisogno di terre ricche per «ripulire i loro soldi e il Veneto soddisfa questi requisiti. Continue reading

INFILTRAZIONI MAFIOSE IN VENETO – 2

«Goisis faccia dimettere il sindaco Businaro Stop alle farse ridicole»

Una richiesta a gran voce, quella di Piero Ruzzante e dell’onorevole Alessandro Naccarato. Ecco la voce del Pd padovano: «Il sindaco di Carceri, Tiberio Businaro, si deve dimettere. Subito». Coinvolto nell’«affare Catapano» Businaro si è solo sospeso dal suo partito, la Lega Nord, come segno di responsabilità. Non basta. «Prima di tutto vanno tutelate le istituzioni, i suoi cittadini, rispetto al partito politico – spiegano i due esponenti democratici – si ritiene inidoneo nel far parte della Lega, ma allo stesso tempo pensa di essere adatto a fare il sindaco? Non scherziamo: non ci può prendere in giro. Continue reading

INFILTRAZIONI MAFIOSE IN VENETO – 1

«Ecco le infiltrazioni mafiose nell’economia sana del Nord»

[...] Alessandro Naccarato, deputato Pd, è un attento lettore delle relazioni semestrali della Dia: «Bisogna mantenere altissimo il livello di attenzione. Le amministrazioni pubbliche sugli appalti. Nel settore privato, sugli investimenti che riguardano le energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. E sul settore dei rifiuti e autotrasporti. Quest’ultima inchiesta conferma la presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso anche in Veneto e nel Padovano. E conferma gli allarmi che lanciamo da qualche anno». Continue reading

ACQUA: DIRITTO UMANO FONDAMENTALE

 

Il mondo ha sempre più sete
Ci sono due motivi sostanziali per cui la Giornata Mondiale dell’Acqua quest’anno è dedicata al tema “acqua per la città”: come rispondere alle sfide dell’urbanizzazione. La metà del genere umano vive in agglomerati urbani, e si calcola che tra vent’anni quasi il 60% della popolazione sarà stipata nelle principali città del mondo: 5 miliardi di persone. Essendo così decisivo il rapporto acqua-città, il problema ormai chiama direttamente in causa la responsabilità politica delle singole amministrazioni, delle aziende e di tutti i cittadini che possono influire direttamente nella gestione dell’acqua in contesti urbani – basti pensare al referendum di giugno. Di questa sfida parla il dossier preparato dal Comitato italiano Contratto Mondiale sull’acqua.

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